La cisti sacrococcigea

In questa pagina:

Che cos’è la cisti e fistola pilonidale / cisti e fistola sacrococcigea?

I due termini indicano praticamente la stessa cosa, cioè sono due termini per esprimere la stessa patologia, la prima descrive fondamentalmente il suo contenuto (peli - pili nidus), la seconda la localizzazione topografica di dove è solitamente viene riscontrata questa malattia. Il termine che comprende entrambe le definizioni sarebbe malattia pilonidale, questa però è poco utilizzata. Questa patologia non deve essere confusa con gli ascessi perianali che verranno trattati in un altro capitolo. Questa malattia riguarda il tessuto cutaneo e sottocutaneo del solco intergluteo nella regione sacrococcigea nel quale possono essere presenti elementi piliferi incistati. Esisono due teorie per la formazione di questa malattia la prima congenita la seconda acquisita. Per la prima viene proposta una genesi embrionaria con la permanenza di un residuo embrionario. La seconda teoria, quella acquisita, viene supposto che la presenza di microtraumi, lo sfregamento, la scarsa igiene, i peli stessi possano essere inglobati, formando inizialmente la cisti e con la successiva infezione l’ascesso. La formazione della fistola sarebbe una conseguenza dell’episodio ascessuale, in seguito all’apertura dell’ascesso e la sua cicatrizzazione residua una piccola comunicazione tra la cisti e la superficie cutanea.

top

La cisti e fistola pilonidale / cisti e fistola sacrococcigea è una patologia frequente?

È più frequente nel sesso maschile (rapporto 3:1) si evidenzia in un’età compresa tra i 15 ed 1 30 anni, solo raramente si complica ed necessita di cure chirurgiche oltre i 30 anni

top  

Quali sono i sintomi della cisti e fistola pilonidale / cisti e fistola sacrococcigea?

 

Solitamente questa malattia può non essere sintomatica, la persona può accorgersi toccandosi la zona di sentire una piccola tumefazione non dolente. La persona generalmente si accorge di avere una cisti e fistola pilonidale / cisti e fistola sacrococcigea in occasione del primo processo infiammatorio. Il dolore viene accompagnato da un arrossamento della cute che la ricopre. Questo dolore, talvolta insopportabile, porta la persona affetta da cisti e fistola pilonidale / cisti e fistola sacrococcigea al proprio medico curante, nell’impossibilità di contattare la persona si rivolge presso un pronto soccorso. Differenziamo a questo punto le due forme: la cisti e la fistola. In presenza di cisti infetta la sintomatologia dolorosa è particolarmente intensa, può comparire febbre e bisogna ricorrere al medico. In presenza di fistola con cisti infetta il dolore può essere attenuato, può comparire del materiale purulento che fuoriesce dalla fistola. La persona può accorgersi della presenza dell’infezione a causa della comparsa di macchie sulla biancheria intima.

top

Quali sono le possibili evoluzioni delle complicanze della cisti e fistola pilonidale / cisti e fistola sacrococcigea?

L’evoluzione è quella di tutti i processi flogistici: se presi in tempo e trattati prima della formazione del vero e proprio ascesso, con terapia specifica consigliata dal medico curante o del pronto soccorso, questo può ridursi fino al riassorbimento completo. Qualora o per una intempestiva terapia (troppo tardiva) o per una particolare situazione di immunodeficienza transitoria il processo flogistico evolve nell’ascesso.

top

Come si cura la cisti e fistola pilonidale / cisti e fistola sacrococcigea?

Differenziamo i vari trattamenti in funzione della situazione clinica. Trattamento della cisti o fistola pilonidale / cisti e fistola sacrococcigea: Esistono due tipi di intervento chirurgico: quello aperto e quello chiuso. L’intervento per cisti e fistola pilonidale / cisti e fistola sacrococcigea aperto (per seconda intenzione), consiste in una incisione che comprende il tessuto cutaneo e sottocutaneo e che porta all’asportazione del tessuto “patologico” in un unico blocco. La ferita viene lasciata aperta. La chiusura della ferita dovrebbe completarsi in circa 1 mese e mezzo. Durante questo periodo dovranno essere eseguite medicazioni e controlli per valutare il corretto andamento del processo di cicatrizzazione. Il risultato estetico solitamente è accettabile. L’intervento per cisti e fistola pilonidale / cisti e fistola sacrococcigea chiuso (per prima intenzione), l’intervento demolitivo è uguale al precedente. La ricostruzione avviene viceversa chiudendo su più piani i tessuti precedentemente sezionati mediante l’apposizione di punti di sutura (riassorbibili all’interno, non riassorbibili all’esterno). Viene posizionato un piccolo drenaggio, per permettere alle secrezioni derivanti dai tessuti coinvolti dall’intervento di fuoriuscire senza raccogliersi nella ferita. Dopo circa due giorni verrà rimosso il drenaggio e dopo una decina di giorni verranno rimossi i punti esterni. Il processo di cicatrizzazione sarà più veloce ma sia pur raramente a causa della zona questo tipo di ferite tendono più che altrove ad andare incontro a processi suppurativi, in questi casi il processo di riparazione avrà limitatamente al tratto interessato una guarigione come nell’intervento precedente aperto. Il risultato utilizzando la tecnica chiusa è certamente migliore rispetto il precedente aperto, anche se vengono riportati valori oscillanti intorno al 10-20% di recidiva con l’uso di questa tecnica. Trattamento dell’ascesso da cisti e fistola pilonidale / cisti e fistola sacrococcigea: il trattamento consiste nell’incisione e nel drenaggio dell’ascesso, la cavità verrà pulita con accortezza e si dovrà in questo caso utilizzare il tipo d’intervento aperto. Il trattamento chirurgico dovrà essere eseguito anche qualora si fosse aperto spontaneamente l’ascesso. Dopo la guarigione dell’ascesso il chirurgo rivaluterà con la visita medica la zona e se sarà opportuno verrà richiesta una ecografia dei tessuti molli che studiando la regione, potrà far rilevare la permanenza di tessuto della cisti. In questi casi dopo un opportuno tempo di attesa per aspettare un consolidamento completo dei tessuti, si tratterà in modo radicale la malattia.

top  

Che tipo di anestesia viene utilizzata per l’intervento per la cisti e fistola pilonidale / cisti e fistola sacrococcigea?

Nonostante l’intervento sia limitato al tessuto cutaneo e sottocutaneo, vista la regione in cui viene a svilupparsi e nonostante una buona anestesia locale potrebbe essere sufficiente per l’asportazione del tessuto patologico, per la posizione del paziente sul tavolo operatorio (prono, a pancia sotto), per motivi di sicurezza dell’integrità del paziente, per prevenire problematiche respiratorie acute, per il controllo delle vie aeree, il paziente viene addormentato in anestesia generale.

top  

E’ possibile prevenire la cisti e fistola pilonidale / cisti e fistola sacrococcigea?

I soggetti dotati di particolare concentrazione di peli (irsuti) sarebbe opportuno mantenere depilata la zona circostante il solco intergluteo (con creme depilatorie) per evitare la caduta e il deposito dei peli nel solco stesso. Tale accorgimento è consigliabile soprattutto negli operati per evitare che la malattia si ripeta nelle porzioni del solco intergluteo non interessato dall’intervento. Analoga attenzione va dedicata all’igiene corporea e all’uso di indumenti comodi che evitino sfregamento e microtraumatismo continuativo.

top  

 

 

 

 

 

 
 
  ultimo aggiornamento19 September, 2010->->->->